Difficoltà nel reperimento di lavoratori, un fenomeno che può essere arginato con le agenzie di ricerca del personale

Da un punto di vista lavorativo e occupazionale l’Italia sta attraversando una delicata transizione che porterà inevitabilmente a dei cambiamenti, ai quali sarebbe opportuno prepararsi per tempo. La fotografia attuale del mondo lavorativo italiano è stata scattata da Unioncamere che, grazie ai dati del Sistema Informativo Excelsior, ha evidenziato nel 2022 una difficoltà nel reperimento del personale che ha riguardato circa il 40% delle assunzioni.

L’inserimento tardivo (o in alcuni casi mancato) dei lavoratori ricercati nei ruoli chiave ha causato perdite economiche consistenti nei settori operativi, del turismo e del commercio, delle costruzioni e delle infrastrutture. Riflettendoci sono dati che non devono sorprendere più di tanto, dal momento che sono settori caratterizzati da un elevato turnover, dettato a sua volta dal loro carattere stagionale. I costi rischiano di aumentare ancora di più nei prossimi anni soprattutto se si considerano altri tre fattori: l’andamento demografico, la transizione digitale e green e gli investimenti del PNRR.

Iniziamo dall’andamento demografico: l’Italia è un paese vecchio e la maggior parte degli attuali lavoratori ha più di 50 anni. Questo significa che sono prossimi alla pensione e che il loro posto dovrà essere preso dalle nuove generazioni. Se però non c’è quel ricambio generazionale, i settori interessati rischiano di andare incontro a serie difficoltà.

Il secondo fenomeno riguarda la transizione digitale e green, che richiede ai lavoratori del futuro, ma anche a quelli del presente, di aggiornare le loro competenze, hard e soft skills. Serve già da ora un’adeguata formazione per le nuove leve che dovranno avere una perfetta padronanza delle competenze tecniche, informatiche e digitali e un’adeguata conoscenza delle pratiche green ed ecosostenibili che stanno adottando ormai tutte le aziende e le imprese.

Infine bisogna considerare che gli investimenti del PNRR nell’immediato futuro daranno un notevole impulso all’economia e di conseguenza creeranno nuovi posti di lavoro soprattutto in 4 settori: costruzioni e infrastrutture, turismo e commercio, servizi avanzati, formazione e cultura. Sarebbe però un paradosso creare nuovi posti di lavoro se non ci sono figure pronte a ricoprire quegli incarichi.

Per ovviare a questa situazione sarebbe utile indirizzare una parte dei fondi del PNRR alla formazione dei giovani e dei lavoratori, ma in tale contesto possono ricoprire un ruolo cruciale le aziende di ricerca del personale. Per capire quanto siano importanti, soprattutto alla luce della strada che sembra aver intrapreso il mondo lavorativo e occupazionale italiano, è sufficiente prendere come esempio Jobtech, agenzia di ricerca del personale tra le più quotate e apprezzate. Jobtech è specializzata in diverse aree di attività, che sono anche quelle dove c’è maggiore richiesta del personale: contabilità e amministrazione, call center, hospitality, ristorazione, logistica, GDO & retail.

L’agenzia, per conto delle aziende, effettua la ricerca del personale e tramite una serie di strumenti digitali e tecnologiche filtra i candidati più idonei per poi sottoporli direttamente all’attenzione dei datori di lavoro. La fase del recruiting diventa così molto più snella e mirata, tagliando tempi di attesa e costi per le aziende. Gli stessi candidati possono proporsi per quei posti di lavoro tagliati su misura per loro, senza perdere tempo nell’invio di CV e colloqui di lavoro che spesso si rivelano infruttuosi.

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